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Dulus dominicus
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Rappresenta l'uccello simbolo nazionale della mwgqRepubblica Dominicanacite-ref-3[3].
Contents
• Aspetto
• Biologia
• Note
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Etimologia
Il mwiqnome scientifico del mwiggenere, mwiwDulus, è una mwjalatinizzazione della parola mwjqgreca mwjgδουλος (mwjwdoulos, "schiavo"), a partire dal suo nome mwkahaitiano mwkqesclave, legato alla sua natura confidente e secondo il mwkgmwkwfolklore locale sottomessa nei confronti del locale tiranno grigio: il nome della mwlqspecie è invece un riferimento al suo mwlgareale.
Descrizione
Dimensioni
Aspetto
Si tratta di uccelli dalla colorazione scura e molto sobria, muniti di testa arrotondata, becco conico dalla punta fortemente ricurva verso il basso, ali appuntite e coda dalla punta lievissimamente forcuta.
Il mwpwpiumaggio è dominato dai toni del bruno, più scuro e tendente al nerastro sulla testa e sulla coda, più caldo e tendente al castano su dorso e ali (che presentano mwqaremiganti nerastre con sfumature giallo-olivastre), mentre il codione è di color verde oliva. La gola, il petto ed il ventre sono di colore mwqqbeige con le singole penne munite di barra longitudinale più scura, a dare un effetto screziato: sul ventre sussistono decise sfumature giallo-verdastre.
I sessi sono simili.
Il becco è di colore rosa-arancio con bordi tendenti al giallino, mentre le zampe sono di colore nerastro e gli occhi sono di colore bruno-rossiccio.
Biologia
Si tratta di uccelletti molto vispi e vivaci, dalle abitudini di vita diurne e gregarie, che si riuniscono in stormi comprendenti numerose coppie, le quali si spostano assieme alla ricerca di cibo e al tramonto si rifugiano fra gli alberi o le palme per sfuggire ai mwsgpredatori, spesso rimanendo a stretto contatto fra loro in maniera curiosamente simile alle mwswrondini boscherecce.
Alimentazione
La dieta di questi uccelli è essenzialmente mwvafrugivora, componendosi perlopiù di frutti di mwvqpalme e di gumbo-limbo, oltre a comprendere fiori (soprattutto quelli delle mwvworchidee mwwaepifite) ed apparentemente anche foglie, nonché, sebbene sporadicamente, mwwqinsetti ed altri piccoli mwwgartropodi.
Riproduzione
Il nido viene costruito su una grossa mwzwpalma (o meno frequentemente una mwaaconifera), generalmente una grande mwaqpalma reale, da tutti i membri di uno stormo utilizzando fibre vegetali e rametti lunghi e sottili (da 30 a 90mwag cm di lunghezza, per 3mwaw cm di diametro, con l'uccello che spesso deve fermarsi più volte a riprendere fiato mentre li trasporta verso il nido), che vengono intrecciati grossolanamente per fare l'impalcatura e poi via via più finemente fino ad ottenere una struttura massiva del diametro di circa 90mwba cm che generalmente viene compartimentalizzata a contenere da uno a 50 (generalmente 4-5) camere di cova di circa 10–13mwbq cm di diametro, rivestite di corteccia e fibre vegetali e collegate all'esterno mediante una galleriacite-ref-hbw-4-4[4]: mentre i nidi sulle palme sono spesso molto grandi (talvolta provocando la caduta delle foglie alle quali sono ancorati), quelli sulle conifere sono sempre di dimensioni contenute e non supportano mai più di una o due camere di cova.
Nel proprio nido, la femmina depone 3-5 uova grigiastre con fitta punteggiatura bruno-purpurea: poco si conosce circa le tempistiche della cova e dell'allevamento della prole, ma è noto che i giovani rimangono coi genitori ancora per un paio di settimane dopo aver lasciato il nido, prima di allontanarsene in maniera definitivacite-ref-hbw-4-5[4].
Distribuzione e habitat
L'uccello delle palme è mwggendemico dell'isola mwgwcaraibica di mwhaHispaniola, nelle mwhqGrandi Antille: la specie è diffusa su tutta l'isola, oltre che sulle vicine mwhgGonâve (politicamente parte di mwhwHaiti) e mwiaSaona (politicamente parte della mwiqRepubblica Dominicana).
Questi uccelli sono abitatori della mwkqsavana aperta a copertura erbosa con presenza di alberi e cespugli isolati (soprattutto mwkgpalme reali, come intuibile dal loro mwkwnome comune) fino a 1500 m di quotacite-ref-hbw-4-7[4]: essi sono molto confidenti, e non di rado si spingono in aree antropizzate con presenza di aree alberate, come giardini e parchi.
Tassonomia
Sebbene alcuni autori identifichino le popolazioni della mwmgGonâve come una mwmwsottospecie a sé stante, col nome di mwnaD. d. oviedocite-ref-hbw-4-8[4], la mwoqspecie è considerata monotipicacite-ref-ioc-2-1[2].
Note
cite-note-iucn-11. mwra(mwrqmwrgEN) BirdLife International 2012, mwrwmwsaDulus dominicus, su mwsqmwsgIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwswIUCN, 2020.
cite-note-ioc-22. ↑ mwug(mwuwmwvaEN) F. Gill e D. Donsker (a cura di), mwvqmwvgFamily Dulidae, in mwvwIOC World Bird Names (ver 14.2), International Ornithologists’ Union, 2024. mwwaURL consultato il 7 maggio 2014.
cite-note-33. ↑ mwxamwxqmwxgCIA World Factbook: National Symbols, su mwxwcia.gov. mwyaURL consultato il 28 gennaio 2018 mwyq(archiviato dall'mwygurl originale l'8 novembre 2016).
cite-note-hbw-44. ↑ mw3g(mw3wmw4aEN) mw4qmw4gPalmchat (Dulus dominicus), su mw4wHandbook of the Birds of the World. mw5aURL consultato il 28 gennaio 2018.
Altri progetti
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• Wikimedia Commons
• Wikispecies
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Collegamenti esterni
• mw6qDon Roberson's Bird Families of the World, su montereybay.com. URL consultato il 17 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2008).
• mw6wThe Endemic Birds of Hispaniola, su geocities.com. URL consultato il 1º maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2009).